Le 200 regole per posizionarsi su Google

La seguente guida individua i 200 fattori di posizionamento che l’algoritmo di Google tiene in considerazione per stabilire il ranking dei miliardi di siti pubblicati sul Web.

Chiunque sia interessato non solo alla realizzazione di un sito ma anche a come esso appare sulla SERP (Search Engine Result Page) di Google, ovvero la pagina dei risultati del più importante ed autorevole motore di ricerca, non può fare a meno di seguire le indicazioni guida per rispettare i dettami del segretissimo algoritmo che Google utilizza per valorizzare o penalizzare i siti Web. La SEO (Search Engine Optimization) non è altro che lo studio e l’interpretazione di queste regole, non rivelate, ma che sono i fondamenti che il Motore di ricerca utilizza per il Posizionamento del tuo sito Web.
Ogni Giorno Google fornisce la SERP per circa 3,5 Miliardi di ricerche e l’obiettivo è di soddisfare ogni singolo utente che, digitando la parola chiave, si aspetta la risposta più adatta al suo intento di ricerca. Per questo motivo l’algoritmo SEO del Google Ranking si evolve in continuazione e cerca di capire quali siano le nuove evoluzioni in termini di intento di ricerca. Considerato che il 15% delle ricerche sono inedite, ovvero vengono digitate per la prima volta sulla barra della ricerca, il Cervellone ha un bel lavoro da macinare ogni giorno. Il lavoro è quello di indicizzare miliardi di pagine e fare il mach fra ogni singola key digitata con l’obiettivo di restituire la giusta combinazione di risultati. Chiaramente i primi 10 risultati sono quelli in cui l’utente si aspetta di trovare la sua migliore risposta.

Indice dei Capitoli

  1. Regole relative al Dominio (Domain Factors)
  2. Regole a livello di Pagina (Page-Level Factors)
  3. Regole a livello di Sito (Site-Level Factors)
  4. Regole sui Backlink (Backlink Factors)
  5. Interazione degli Utenti (User Interaction)
  6. Regole speciali dell’algoritmo di Google (Special Google Algorithm Rules)
  7. Segnali del brand (Brand Signals)
  8. Fattori di spam interni al sito (On-Site Webspam Factors)
  9. Fattori di spam esterni al sito (Off-Site Webspam Factors)

Regole relative al Dominio (Domain Factors)

Di seguito l’elenco dei fattori di ranking legati al dominio, una delle cose che è importante scegliere con attenzione fin dall’inizio, poiché dopo per cambiarlo è molto problematico tornare sui propri passi .

  1. Anzianità del Dominio (Domain Age)
    Riguarda l’età del dominio ovvero da quanto tempo esso è attivo online (e non da quanto tempo è stato semplicemente registrato presso l’autorità competente)
  2. Keyword presente nel Top Level Domain. (Keyword Appears in Top Level Domain)
    Le Keyword presenti all’interno del dominio influiscono ancora influiscono sulll’analisi, anche se ormai il peso di questo parametro è stato fortemente ridotto.
  3. Keyword usata come prima parola nel dominio (Keyword As First Word in Domain)
    La posizione primaria della parola chiave nel dominio ha effetti maggiori sul posizionamento, rispetto ai competitor che non hanno tale keyword o che la usano in posizioni differenti.
  4. Periodo di registrazione del dominio (Domain registration length)
    Si dice che gli spammer registrino il dominio per un anno e poi lo abbandonano, pertanto il fatto di registrarlo per un tempo più lungo determina un maggiore fattore di affidabilità. Questo fatto re però incide molto poco sulla valutazione
  5. Keyword nel sottodominio (Keyword in Subdomain)
    Gli esperti di Moz ritengono fattore di ranking anche l’utilizzo di parole chiave nel sotto dominio.
  6. Storia del Dominio ( Domain History)
    il passaggio della proprietà o diversi rilasci potrebbero essere indice di volatilità e se il dominio è stato penalizzato potrebb trasferire la sanzione al nuovo proprietario.
  7. Esatta corrispondenza della keyword – EMD (Exact Match Domain)
    L’esatta corrispondenza del dominio con la parola chiave ancora da un buon vantaggio ma se i contenuti del sito sono di poco valore questo parametro viene declassato (Rif. EMD Update) resta comunque un possibile elemento di vantaggio rispetto ai competitor.
  8. Informazioni di chi registra il dominio (Public vs. Private WhoIs)
    lasciare pubblici i dati di chi registra il sito è valutato positivamente; al contrario, la non disponibilità a fornire tali dati è interpretato come se si avesse qualcosa da nascondere.
  9. Penalizzazione del registrante. (Penalized WhoIs Owner)
    se il proprietario di un sito è stato penalizzato per spam, è probabile che anche gli altri siti di sua proprietà siano soggetti ad un’osservazione più attenta.
  10. Codice Nazione nel dominio (Country TLD extension )
    La scelta di un dominio di primo livello, anche diffusamente chiamata estensione del dominio (.it, .com, .eu, ecc.)  che riporta il country code specifico per il territorio geografico relativo al sito genera un effetto positivo, perché indica che “tale dominio è più pertinente per le persone di quel determinato Paese” e generalmente riceve traffico più mirato da parte di Google (anche se tale scelta potrebbe limitare la capacità del sito di posizionarsi a livello globale).